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Una favola di oggi

Una favola di oggi - Ching & Coaching

Ci sono diversi modi per vivere le cose, e anche tra i docenti dei corsi si trovano approcci diversi. Anche questo è un esempio pratico, raccontato come favola

C’erano una volta due conferenzieri. Erano entrambe molto bravi e avevano successo. Tenevano corsi, conferenze, lezioni, ed entrambe erano anche coach noti e molto stimati.

Per semplicità li chiameremo Luca e Maurizio, ma non erano questi i loro nomi.

Avevano in comune il percorso formativo, gli studi fatti, il lavoro che facevano. Erano anche amici, ma avevano alcune idee molto diverse.

Luca era una persona molto concreta. Per lui il successo si poteva misurare e lo misurava costantemente: denaro, ore di conferenza, numero di corsi tenuti, e ogni anno voleva ottenere di più.

Maurizio era fondamentalmente un sognatore. Per lui il successo era nei suoi ideali e nel sorriso delle persone attorno a lui. Un giorno ebbero una accanita discussione.

Sei uno sciocco. disse Luca. Ad ogni corso e ad ogni sessione di coaching che fai dai fondo alle tue energie. Anch’io mi metto in gioco, ma dipende dalle situazioni. Quando faccio coaching ai miei clienti paganti, o quando tengo conferenze a persone importanti mi metto in gioco, ma quando faccio i soliti corsi ai novellini, o quando qualcuno mi chiede un consiglio, allora no. Ho talmente tanta esperienza che queste cose ormai le faccio automaticamente

Secondo me lo sciocco sei tu.- rispose Maurizio. - Ad ogni corso io cerco con lo sguardo le persone e trovo sempre qualcuno che mi arricchisce, che ha un’idea nuova, che sa sognare. Quando vedo che le mie parole accendono una luce nello sguardo di qualcuno, sono ripagato da tutte le mie fatiche.

Passarono gli anni. Luca era ormai una persona ricca e potente. Però si annoiava.

Pensava ormai che i corsi fossero tutti uguali, e spesso dimenticava il programma e ripeteva cose già dette, o saltava di palo in frasca. A tutti i suoi clienti ripeteva aneddoti su successi già avuti per problemi simili. Ogni volta che qualcuno gli raccontava qualcosa annuiva e mugugnava “lo so, lo so”.

Maurizio non era ricco, ma aveva di che vivere. Ogni giorno era ancora una scoperta, ed ogni conferenza che faceva gli portava nuovi amici. Ogni volta che preparava una conferenza guardava un quadro, appeso davanti alla sua scrivania. Riporta una frase di Italo Calvino.

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno,  e farlo durare, e dargli spazio”

Questa frase è appesa davanti alla mia scrivania.

Se farete corsi di comunicazione, di PNL o di qualunque argomento correlato, dal benessere alle tecniche più disparate, incontrerete sia Luca che Maurizio: è inevitabile.

Sfruttate Luca, e coltivate Maurizio. È quello che vogliono, ed è quello che meritano.

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