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48. TSING – Il pozzo – Profondità che nutre

48. TSING – Il pozzo – Profondità che nutre - Ching & Coaching

Un esagramma favorevole, ma con suggerimenti difficili da attuare

Il quarantottesimo esagramma è Tsing, Il pozzo, e racconta di rapporti profondi, nutrimento e innovazione.

Nulla è più solido, vitale, immutabile del pozzo, la cui forma non è cambiata nel corso dei secoli e che non può essere spostato a piacere: il pozzo deve essere collocato dove c’è l’accesso all’acqua. Eppure il pozzo è profondo, come devono esserlo le relazioni umane, ed è sotterraneo, quindi nascosto e invisibile, deve essere costantemente ripulito, quindi rinnovato, e deve nutrire tutto e tutti: l’immagine fa riferimento ai vasi linfatici delle piante che portano nutrimento fino alla più piccola e lontana foglia.

Per un’azienda, o per un manager, ricevere questo esagramma pone davanti ad azioni complesse poiché suggerisce di revisionare e rinnovare l’organizzazione aziendale prestando estrema attenzione che tutti ricevano l’indispensabile soddisfazione dei bisogni primari. Ma, attenzione, non si fa riferimento alla scala di Maslow: per l’I Ching nei bisogni primari dell’essere umano rientrano molti aspetti etici.

Tsing invita ad aver cura dei dipendenti, a far sì che l’organizzazione sia equilibrata poiché, ad esempio, un eccesso di importanza del reparto vendite rispetto alle altre strutture aziendali equivale ad uno squilibrio che l’esagramma definisce “rottura della brocca” e conseguente impossibilità di attingere l’acqua. Infine è necessario porre attenzione e sviluppare la cultura aziendale. Tutti devono sentirsi importanti e partecipi e il manager deve occuparsi prima di ogni altra cosa della collaborazione tra le persone e i vari reparti, non come regolette da fornire, bensì come esempio e modo di operare.

C’è quindi molto da fare, molto da verificare. La responsabilità principale è citata nell’immagine: il saggio ispira il popolo e li esorta ad aiutarsi e collaborare, e il rischio maggiore è dichiarato nella sentenza: Se si è quasi raggiunta l’acqua, ma non del tutto, o si rompe la brocca giunge la sciagura. Non bisogna dunque accontentarsi, né lasciare alcunché al pressapochismo.

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