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Esagramma 28. TA KO – La Preponderanza del Grande

Esagramma 28. TA KO – La Preponderanza del Grande - Ching & Coaching

Forza all’interno e debolezza ai margini: un segno di pericolo, di solitudine.

Non sono annunciati disastri, il cambiamento può ancora salvare, ma è difficile. Cambiare quando è quasi troppo tardi, cambiare perché si avverte il pericolo, è spesso l’unico cambiamento che accettiamo, rendendo così tutto più difficile.

Non c’è amore, ma deve esserci dolcezza e delicatezza, soprattutto verso noi stessi. Eppure non si può giungere all’egoismo, la solitudine è una scelta e una risorsa, non una fuga né una condanna.

Si accettino pure incarichi e responsabilità, rimanendo consapevoli che questi saranno gravosi: bisogna saper misurare accuratamente le proprie forze. I compiti sono oneri, non premi: bando all’arroganza e all’ambizione.

Sono tempi eccezionali, da gestire e superare. Non interverrà qualcuno a salvarci per i capelli, o per miracolo, ma potremo contare sull’appoggio di qualcuno, se sapremo accettarlo e chiederlo.

Tutto è straordinario, e tutto va rivisto. Perciò, a seconda delle linee mobili, possiamo essere chiamati a ristudiare quell’ambiente che consideravamo ultra conosciuto: qualcosa è cambiato. Oppure potremmo dover rivedere i comportamenti e le amicizie: un obiettivo comune, ora, vale più di una lunga conoscenza.

Le abitudini vanno riviste: inutile spingere o essere irruenti per ottenere qualcosa, e chiunque sia in grado di offrirci un cambio di prospettiva o un parere diverso deve essere ascoltato attentamente. Ma … ascoltato e compreso, non seguito. Ogni cambiamento ha valore se è interiore, non se è un semplice adattamento al volere altrui. Cambiare per accontentare qualcuno può renderci, a lungo termine, solo più infelici.

Persino i nostri valori vanno riesaminati con cura: alcuni di essi potrebbero essere solo gusci vuoti, altri potrebbero venir coltivati solo perché riteniamo che ci rendano migliori agli occhi degli altri.

Infine potremmo essere chiamati a rinunce e sacrifici, da accogliere senza rancori e senza rimpianti.

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