Home » Esempi pratici » Il dodicesimo arcano maggiore dei tarocchi: L’appeso

Il dodicesimo arcano maggiore dei tarocchi: L’appeso

Il dodicesimo arcano maggiore dei tarocchi: L’appeso - Ching & Coaching

L’appeso, l’impiccato, è il dodicesimo arcano maggiore dei tarocchi. Recentemente l’ho incontrato nelle carte di due diverse persone, con significato contrapposto.

L’Appeso è l’archetipo della tolleranza, dell’attesa e dell’accettazione. Racconta che talvolta è necessario “arrendersi” a ciò che il destino propone e che può essere necessario cambiare punto di vista. Le mani legate segnalano che non ci si può muovere, che bisogna abbandonarsi alla corrente del fiume (come nell’esagramma 23 dell’I Ching). L’aureola indica la consapevolezza raggiunta, la forza intellettuale e mentale.

Tra i tanti simboli e possibili letture, il cambiamento di punto di vista mi sembra, di questi tempi, uno dei più significativi. Io credo, infatti, che per far fronte alla situazione odierna, per cogliere le opportunità del rinnovamento interiore del terzo millennio, per diventare esseri umani più consapevoli, sia essenziale saper guardare le cose da diversi punti di vista. L’appeso è anche una delle pochissime carte dove, secondo me, è importante se compare dritta o capovolta, proprio per l’importanza che ha la posizione del soggetto nell’archetipo.

L’obiettivo è la flessibilità, il punto d’arrivo il pensiero sistemico. I passaggi essenziali sono conoscere se stessi, essere pienamente consapevoli del proprio punto di vista, ascoltare e capire l’altro accogliendo il suo punto di vista, e poi andare oltre, verso la negoziazione e poi il pensiero sistemico.

Recentemente ho incontrato L’appeso nelle carte di due persone, molto diverse tra loro. La carta era, in entrambe i casi, in posizione chiave.

Ma nelle carte di X, persona dolce, quasi sottomessa alle esigenze altrui, abituata a trascurare le proprie esigenze in nome di quelle degli amici o della famiglia, L’appeso era tra i suggerimenti delle cose da abbandonare, e la carta era dritta, ad evidenziare come per X sia raccomandabile recuperare se stessa e la propria volontà.

Y, invece, aveva L’appeso in posizione molto simile, ma capovolta. E mi è venuto spontaneo segnalare che forse è il caso di ascoltare maggiormente gli altri, comprenderne i punti di vista, e soprattutto abbandonare le proprie abitudini di pensiero. Solo a questo punto Y mi ha confessato di essere estremamente assertivo, sottovalutando spesso anche i propri stessi dubbi, figuriamoci le opinioni altrui!

Pubblicità