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L’I Ching e il principio femminile

L’I Ching e il principio femminile - Ching & Coaching

Tutti gli strumenti di divinazione utilizzano archetipi, esaminano energie. Cosa dice l’I Ching, l’antico libro dei mutamenti, del “femminile”?

L’I Ching è ovviamente intriso di antica cultura cinese: la donna è sottomessa e, pur avendo precise funzioni nell’andamento della casa e nel creare il benessere della famiglia, rimane un figura molto lontana e spesso inaccettabile per una donna europea dei giorni nostri.

Fortunatamente è possibile andare oltre la superficie!

Fermiamoci, almeno per ora, al secondo esagramma, KKUNN - Il ricettivo, che rappresenta il principio femminile. Ora siamo nel mondo degli archetipi, delle energie, e non si tratta più di ruolo o funzione della donna, ma di quell’energia femminile che, in maniera personale e variabile, pervade ogni essere umano, uomo o donna.

Nel secondo esagramma il femminile viene definito come ciò che si contrappone e completa il principio maschile. Il femminile è la madre terra, come in molte culture, laddove il maschile è invece il cielo. La terra è accogliente, docile, sensibile e arrendevole. L’importanza della terra è pari a quella del cielo, ma non la posizione poiché è la terra stessa che sceglie di seguire: non passiva obbedienza, ma libera arrendevolezza.

Nonostante tutto, ho avuto parecchie remore nello studiare il secondo esagramma poiché, come spesso accade, è difficile scindere tra l’essere donna e il concetto di energia femminile.

Eppure, se il maschile è il mondo esterno, il femminile è quello interiore. Se il maschile è azione, il femminile è accettazione, accoglienza. E, come ho scritto nel mio libro Volontà e destino, l’I Ching come mentore nella vita quotidiana a proposito del secondo esagramma,

Mi è stato davvero difficile comprendere e, soprattutto, accettare questo esagramma: l’arrendevolezza placida non mi è particolarmente congeniale e il totale abbandono ad una guida mi riesce piuttosto ostico.

Ho potuto abbracciare questo esagramma quando, dalle relazioni umane, mi sono spostata su un diverso piano: quello del destino. Ci sono momenti, nella vita, in cui si possono stabilire e perseguire mete, obiettivi, direzioni. Ci sono invece momenti in cui ci si limita ad accogliere ciò che accade, mantenendo l’intima certezza che qualunque cosa accada è “quella giusta”, saremo in grado di cogliere il positivo e imparare dal negativo.”

E, dopo aver accolto e accettato, segue l’azione, l’esecuzione operativa del compito.

Così femminile e maschile, accettazione e azione, si susseguono in un ciclo infinito.

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