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Tecnica della lettura dell’I Ching: il linguaggio

Tecnica della lettura dell’I Ching: il linguaggio - Ching & Coaching
Alcune informazioni sul linguaggio dell’I Ching
Capita a molti di acquistare un libro sull'I Ching, spesso per caso.
Se siete fortunati, o avete avuto indicazioni corrette, comprate l'I King con la prefazione di Jung.
Qualcuno, invece, compra uno dei tanti libri divulgativi, nella speranza (spesso VANA: credetemi!) di essere facilitati. Alcuni di questi sono utili a chi è già esperto, altri hanno solo la funzione di banalizzare il testo e sono assolutamente fuorvianti per l'inesperto (e "innervosiscono" chi ne sa qualcosa).
Chi acquista l'I Ching "giusto" viene generalmente preso dall'entusiasmo e si lancia in numerose interrogazioni (l'abbiamo fatto tutti) scontrandosi, inevitabilmente, con espressioni tipo:
Sublime riuscita
andare a sud reca salute
propizio vedere il grand'uomo
nessuna macchia
ed espressioni altrettanto oscure.
Spesso ci si prova per un po', poi il libro finisce, anche se con rammarico, in qualche scaffale della libreria.
l fatto è che il linguaggio usato dall'I Ching ha due diversi livelli:
  • logico e razionale
  • analogico e metaforico
Se siete persone totalmente razionali (probabilmente non leggete questo articolo!) avete una sola possibilità per comprendere il linguaggio dell'I Ching:
  • cominciate a studiare storia e cultura cinese, studiate il cinese, permeatevi dei loro modi di dire, studiatene e comprendetene le leggi sociali (quelle passate) dedicatevi per almeno una ventina d'anni al confucianesimo, aggiungete un pizzico di religioni orientali, e prima o poi avrete una comprensione razionale dell'I Ching che vi consentirà di disquisire se la traduzione e l'interpretazione di Da Liu è più precisa e corretta di quella di Wilhelm. Probabilmente sarete dei tecnici perfetti, ma avrete ancora molte difficoltà ad usare l'I Ching come strumento di coaching.
L'alternativa è quella di affidarvi all'emozione controllata.
Perché emozione e perché controllata?
  • L'emozione ha un enorme valore nella lettura dell'I Ching perché il linguaggio è fortemente metaforico.
Infatti ogni esagramma è corredato da un'immagine che non solo è volutamente esplicativa, ma parla anche direttamente al nostro inconscio.
  • Il controllo è indispensabile perché in alcune situazioni viene inevitabilmente voglia di barare, mentre in altri casi (siamo umani!) a seconda del nostro umore la stessa sentenza ci può apparire disastrosa, se quel giorno siamo giù di morale, o un semplice avvertimento se in quel momento siamo felici e in pace con noi stessi.
Le informazioni razionali sul linguaggio dell'I Ching veramente necessarie sono poche:
sublime riuscita significa massimo successo, riuscita perfetta
vedere il grand'uomo = chiedere aiuto o consiglio a qualcuno che stiamo come più saggio di noi
Oriente = est è il luogo dove si ricevono gli incarichi, cioè si pianifica cosa fare
Sud = meridione è il luogo del lavoro, dell'azione
Occidente = ovest è anch'esso luogo di lavoro, pur con qualche differenza rispetto al sud
Settentrione = Nord è il luogo in cui si riferisce del lavoro svolto, si tirano le somme
(quindi l'indicazione di andare a Est significa cercare nuovi compiti o organizzare meglio il lavoro, l'input di recarsi a sud vuol dire di darsi da fare con qualcosa di nuovo, andare a occidente raccomanda di lavorare alacremente su qualcosa di già iniziato e rivolgersi a nord equivale a dire di tirare le somme e fare il bilancio del lavoro svolto)
  • Nessuna macchia significa che, se qualcosa non riesce bene, non abbiamo comunque fatto errori o sbagliato intenzionalmente, ma semplicemente c'è l'influenza del destino o di qualcuno che, in quel momento, è più forte e potente di noi
Dal punto di vista del linguaggio metaforico l'I Ching è alla pari, e spesso più fantasioso, dei più esperti Coach.
Non mi sto rimangiando la promessa di aiutarvi ad usare l'I Ching per il vostro personale coaching: prossimamente vi darò anche un supporto di interpretazione, ma come inizio è importante che cominciate a leggere le sentenze, e soprattutto l'immagine rappresentativa di ciascun esagramma "col cuore" e non con il cervello, apprezzando fino in fondo la ricchezza di metafore che, nei secoli, sono state formulate e arricchite dai diversi studiosi.

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