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Avreste incoraggiato Jovanotti?

Avreste incoraggiato Jovanotti? - Ching & Coaching

Può piacere o no, (a me piace) ma non si può contestare il fatto che Jovanotti sia un cantante di successo.

Quando si parla di coaching, counselling, o semplicemente di benessere, di amicizia, si ripete spesso di non giudicare, rispettare i sogni altrui, essere sempre pronti ad incoraggiare.

Ciò vale in primo luogo nelle relazioni di aiuto (coaching e counselling, appunto) e nelle relazioni educative, come quelle tra genitori e figli o insegnanti e studenti.

Credo che non giudicare e incoraggiare siano fondamentali, ma … passiamo ai fatti.

Ed ecco la domanda: avreste incoraggiato Jovanotti?

Ha alcuni difetti di pronuncia, quando ha iniziato non era propriamente intonato, ha ben poche delle caratteristiche che siamo abituati a considerare proprie del “cantante”.

Se foste stati i suoi insegnanti di musica, avreste incoraggiato Jovanotti?

O, più probabilmente, sarebbe stato uno di quelli a cui si suggeriva di “cantare muovendo solo la bocca”, senza emettere suoni, per non rovinare l’armonia del coro?

OK, forse incoraggiarlo è chiedere troppo.

Ma sareste stati almeno in grado di non demolire il suo sogno?

L’aneddotica è piena di racconti di personaggi geniali che, in quella specifica materia, hanno avuto difficoltà scolastiche: Einstein non era particolarmente bravo in matematica.

Qualcuno è riuscito a sovvertire i risultati scolastici, ma quanti si sono fatti condizionare e hanno rinunciato?

E quanti hanno rinunciato per affermazioni dei genitori o perché presi in giro dagli amici?

Quante volte ci lasciamo condizionare da abitudini consolidate di pensiero (convinzioni limitanti secondo la PNL, modelli mentali secondo le teorie di management di Peter Senge) e condizioniamo noi stessi o gli altri?

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